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09/11/2006
commenti
 

I

- Accorri accorri accorri, uom, a la strada!
- Che ha', fi' de la putta? - I' son rubato.
- Chi t'ha rubato? - Una che par che rada
come rasoio, si m'ha netto lasciato.
- Or come non le davi de la spada?
- I' dare' anz'a me. - Or se' 'mpazzato?
- Non so che 'l dà, così mi par che vada.
- Or t'avess'ella cieco, sciagurato!
- E vedi che ne pare a que' che 'l sanno?
- Di' quel che tu mi rubi. - Or va con Dio,
ma anda pian, ch'i' vo' pianger lo danno,
ché ti diparti. - Con animo rio!
- Tu abbi 'l danno con tutto 'l malanno!

 

DALLE RIME DI CECCO ANGIOLIERI DEDICATO A.....

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03/05/2006
commenti

Ragazzi questa è da morire.....

LA SCRIVO QUA PER CHI L'AVESSE PERSA SUL SITO DELL'AUTORE BEPPEGRILLO

E'TROPPO FORTE!!!!!

29 Aprile 2006

Umberto, rimembri ancora...

bossi.jpg

Dopo la lettera a Bush ho pensato che mi ero montato un po’ troppo la testa e allora ho deciso di scrivere a Umberto Bossi
Così nessuno potrà più dirmi niente.
Ma siamo in primavera, mi sento buono, come alle elementari con il grembiulino nero ed il fiocco blu. E la focaccia calda della mamma nel cestino. Mi sento lirico. A Bossi mi rivolgo con i versi di una poesia d’amore.

“ Umberto, rimembri ancora
quel tempo della tua vita padana,
quando la Lega splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieto e pensoso, il limitare
di padre Po salivi?
Sonava il prato
di Pontida, e le mucche d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che a gesti osceni intento
eri, assai contento
di quella vaga secessione che in mente avevi.
Era il tempo di Mani Pulite: e tu solevi
così menare il berluskaiser, il cinghialone e
belzebù Andreotti.
Che la piazza e il popolo
talor lasciando e le sudate canotte,
ove il tempo tuo primo
spendea la miglior parte,
d’in su i veroni dell’arcore ostello
porgea gli orecchi al suon del gran piazzista.
Mirava i suoi padani,
Bosio, Miglio e Calderoli,
e quinci il mar da lungi, e quindi i tremonti.
Lingua mortal non dice
la serpe che covava in seno.
Che pensieri soavi,
celodurismi, cori, o Umberto mio!
Quale allor ti apparia
la Credieuronord ed il Fiorani!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O Umberto, o Umberto,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?
Tu pria che l’erbe inaridisse il soldo,
dal potere combattuto e vinto,
tradivi, o tenerello. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle grigie chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco il Maroni ai dì festivi
ragionava d’amore e d’ampolle del Monviso.
Anche perìa fra poco
la speranza dolce: agli anni nostri
anche negaro i fati
la democrazia. Ahi come,
come passato sei,
caro compagno dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i diletti, l’amor, i borghezio, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la mediaset delle umane genti?
All’apparir di Silvio
tu, misero, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi da Lugano.”

TRATTO DA: www.beppegrillo.it

 

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05/04/2006
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