center>

Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo…..
Nasce fragile e incerto
Poi quando ha la ragione di nutre di soprusi e di violenza
E vive e non sa il perché della sua esistenza
È così compromesso con ogni compromesso
Che ormai piu’ nulla né sente né vede
E il compromesso è l’unica sua fede
Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo…..
Sul muro c’era scritto ‘Alzateci il salario’
L’ha cancellato un grande cartellone con scritto ‘Costa meno il mio sapone’
Hanno arrestato un ragazzo che aveva rubato
Vi prego fate un po’ di beneficenza
Sarete in pace così con la vostra coscienza
Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo…..
In ditta c’è un salone, lavorano mille persone
Per me, è già difficile la vita in due
E credo che prima o poi ci divideremo
Mio padre è mio padre, mio padre è un brav’uomo
Mio padre tratta tutti da cretini
I vecchi bisogna ammazzarli da bambini
Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo…..
Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo…..
È un uomo.
VERRANNO A CHIEDERTI DEL NOSTRO AMORE
Fabrizio De André
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carenze dell'amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.