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29/12/2007
commenti
Volevo stare un po' da sola
per pensare tu lo sai,
e ho sentito nel silenzio
una voce dentro me
e tornan vive troppe cose
che credevo morte ormai.....
e chi ho tanto amato

dal mare del silenzio
ritorna come un'ombra
nei miei occhi, e quello che mi manca

nel mare del silenzio
ritorna come un'ombra
mi manca sai molto di più

ci sono cose in un silenzio
che non aspettavo mai
vorrei una voce.....
.....
....
....
'Voce del Silenzio'
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25/12/2007
commenti
25/12/2007
commenti

«La mattina la maggior parte di noi si sveglia al suono di un orologio, accende una luce elettrica, attiva sifoni e sciacquoni idraulici, apre rubinetti per l’acqua fredda o calda, prende cibi dal frigorifero, prepara la colazione usando il gas, elettricità o microonde, inforca lenti correttive se ne ha bisogno, indossa vestiti e scarpe prodotti industrialmente, inserisce un allarme dopo aver chiuso la porta di casa, scende al pian terreno o in garage in un ascensore, si muove su mezzi motorizzati di ogni genere, lavora in fabbriche e uffici largamente automatizzati, usa continuamente telefoni e computer, vive in case di mattoni riscaldati da termosifoni, guarda la televisione e va al cinema, se non vuole figli usa contraccettivi, se si ammala fa esami chimici o radiologici, prende pillole e farmaci, si fa operare e cerca di prolungare la vita il piu’ possibile in maniera artificiale.

Dunque, la maggior parte di noi dovrebbe sapere benissimo che il mondo è regolato da leggi meccaniche, termodinamiche, elettromagnetiche, nucleari, chimiche e biologiche alle quali ci appelliamo, direttamente o indirettamente, in maniera costante.

E allora, perché una buona parte di noi si preoccupa del sale versato, cambia direzione se un gatto nero gli attraversa la strada, evita di passare sotto una strada appoggiata a un muro, tocca ferro o fa le corna se vede un carro funebre, conosce il proprio segno zodiacale, legge e ascolta gli oroscopi, compra prodotti in erboristeria, pratica l’omeopatia e l’agopuntura, si fa visitare da iridologi e curare da guaritori, consulta cartomanti e veggenti, crede negli extraterrestri, negli angeli, nei diavoli, nelle madonne che piangono e nel sangue di san Gennaro, si reca in pellegrinaggi a Lourdes, Fatima  e Pietrelcina, si illude che le preghiere possano avere effetto sulla sua vita, e destina l’8 per mille del suo reddito al Vaticano?

Per provare a ricercare le cause della schizofrenia che fa vivere alla maggior parte di noi un rapporto con la realtà alterato e dissociato, basta riflettere un attimo sulla sedicente educazione e imposizione di sale, che sarà confermato da un solenne ceffone qualche anno dopo. Quando conquistiamo il primo barlume di lucidità e incominciamo a farci domande serie, riceviamo da genitori e maestri risposte idiote sull’origine del mondo e dell’uomo, sul senso della vita e della morte, e sulle ragioni per tenere certi comportamenti invece di altri.

Per tutta l’infanzia siamo abbandonati in balìa di mitologie e fiabe, da quelle sacre di Gesù Bambino e Babbo Natale a quelle profane di Harry Potter e dei cartoni animati giapponesi, popolate di esseri soprannaturali e svincolati dalle leggi della natura, e impariamo a vivere mentalmente e fisicamente in due mondi separati e non comunicanti.

Quando poi arriviamo a scuola, dalle elementari alle superiori riceviamo un indottrinamento religioso, letterario e filosofico a spese dello stato, ancora basato su convergenti miti e superstizioni. Perché a Adamo e Abramo che vedono fisicamente Dio, a Mosè che gli parla e ai profeti che lo odono nella Bibbia, si affiancano gli eroi omerici che nell’Iliade e nell’Odissea sentono come voci interiori e antropomorfizzano come dèi olimpici le proprie volizioni, e filosofi come Socrate platonico, che dichiara tranquillamente di udire fin da bambino una voce che lo dissuade da fare ciò che sta per fare, ma che lo incita a fare ciò che non sta per fare.

E queste non sono, naturalmente, che le radici di un pensiero che si è poi evoluto nelle stesse direzioni. In religione, nella credenza di un Dio concepito dallo Spirito Santo, incarnatosi in una vergine rimasta tale durante e dopo il parto, e che compie miracoli, prodigi e magie di ogni genere, risorge tre giorni dopo la sua morte, ascende al cielo col corpo, ed è presente in carne e sangue nell’ostia e nel vino consacrati.  In letteratura, in opere come la Divina Commedia, che presentano un mondo ultraterreno suddiviso in Inferno, Purgatorio e Paradiso, popolato di diavoli, angeli, anime morte che pagano i debiti o incassano i crediti maturati in vita. E in filosofia, in pensieri quali il platonismo e l’idealismo, che postulano l’esistenza di iperurani più realistici della realtà, quando semplicemente non la sostituiscono, rimuovendola come un’illusione.

Questo mondo mitico e mitologico si scontra frontalmente con quello razionale e logico della scienza, che non riceve però che una minima parte di attenzione dedicata al primo non soltanto dalla scuola,  ma anche e soprattutto dall’industria dell’intrattenimento, dell’informazione e della sedicente cultura: quotidiani e settimanali, riviste e libri, radio e televisione non dedicano infatti che una percentuale infinitesima del loro business alle problematiche scientifiche, e quand’anche lo fanno, spesso e volentieri indulgono in distorsioni e fraintendimenti che provocano piu’ male che bene.

Ad esempio, solo un paio di quotidiani a tiratura nazionale dedicano alla scienza una pagina o un inserto settimanale, e le loro sezioni culturali, così come quelle dei rimanenti quotidiani, rarissimamente si accorgono della sua esistenza, mentre scodinzolano invece regolarmente dietro a scrittori, musicisti e storici, filosofi e teologi e altri intrattenitori, di varia (e spesso bassissima) levatura.

La mia esperienza personale con almeno due dei principali quotidiani mi ha insegnato che nemmeno un’intervista a un premio Nobel o una medaglia Fields assicura la pubblicazione, per non parlare della precedenza, quando incombono recensioni dell’ultimo romanzucolo di fantasia, o riassuntini che un critico letterario ha deciso di fare di qualche mitologia. E quando le pagine culturali si interessano della scienza, lo fanno quasi esclusivamente per pagare la marchetta al grande editore che ha pubblicato un testo commerciale, o per sollevare tempeste in un bicchiere d’acqua: dalla fusione fredda, all’incostanza della velocità della luce.

La televisione, poi, essendo soggetta alle «leggi» dell’ascolto e della spettacolarizzazione, rischia ancora meno della carta stampata, se possibile. E così, mentre ogni giorno la Rai ci fornisce notizie sul papa e oroscopi, ogni settimana trasmette messe cantate, e ogni mese ci propina l’agiografica vita di un santo o l’estasiato racconto di un edificante miracolo, la scienza deve accontentarsi di programmi come Quark e i suoi cascami o, in Mediaste, LA macchina del tempo, in ciascuno dei quali essa viene ridotta ai minimi termini, dalla geografia alla medicina, senza mai avventurarsi dove osano la BBC inglese o la PBS statunitense.

Se i politici incovano la par condicio per le loro diatribe, che dovrebbero dunque fare gli scienziati di fronte all’imperare delle immagini irrazionali nel mondo dell’educazione e dei media? E, soprattutto, come potrebbe il pubblico non credere alla magia o alle superstizioni, se altro non gli viene proposto fin dall’infanzia?

E infatti ci crede, a destra e manca, come ha dimostrato nella guerra in Iraq: abboccando in un caso alle favole sulle «armi di distruzioni di massa», e nell’altro alla danza della pioggia nella variante del «digiuno per la pace». Sarà impietoso ricordarlo, ma «idiota» e «cretino» significavano in origine «privato» e «cristiano»: lo rammenti non solo chi si fa abbindolare dai richiami delle vere magie, che sono quelle politiche di Bush e Berlusconi e quelle religiose del papa, ma anche chi se ne lamenta.  Perché se alla gente si imboniscono solo storie, non ci si può poi lamentare che essa dia retta ai cantastorie.»

TRATTO DA "IL MATEMATICO IMPERTINENTE" DI P.ODIFREDDI
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24/12/2007
commenti (1)
Come regalo di Natale vi riporto un pezzo tratto da uno dei libri di Odifreddi. Un passo unico e molto lucido, spero di non offendere la sensibilità di nessuno... a me è piaciuto molto....

TRATTO DA "IL MATEMATICO IMPERTINENTE" DI P.ODIFREDDI



<<COme molti profeti dell'antichità, GEsù di Nazareth è un personaggio mit(olog)ico sul quale non esistono testimonianze storiche. Le notizie sulla sua vita si basano sui racconti letterali che vanno sotto il nom e di Vangeli, scritti a partire dalla seconda metà del primo secolo e divisi in quattro <<canonici>> e vari <<apocrifi>>, a seconda che siano o meno accettati come ispirati dalla Chiesa. In base a questi racconti Gesù sarebbe nato durante il regno del re Erode, dunque prima del 4 p.e. V., e morto sotto la prefettura di Pilato, dunque fra il 26 e il 36 e.V.>>, è professato (almeno formalmente) da un terzo della popolazione mondiale, e si divide in varie sette: i cattolici nell'Europa e nell'America del Sud, i protestanti nell'Europa e nell'America del Nord, gli ortodossi nell'Europa dell'Est, e gli anglicani in Inghilterra. In questa cacofonia di voci discordanti molti sostengono di parlare in nome e per conto di Gesù, in maniera più o meno istituzionale, e qualcuno pretende addirittura di esserne il vicario in terra, con gran confusione dei poveri di spirito.
PEr rimediare alla situazione avviamo chiesto a Gesù un'intervista in cui egli esponesse il suo pensiero canonico, ed egli ce l'ha graziosamente concessa come regalo di Natale, per la maggior gloria di Dio.

Rabbi, di lei sappiamo soltanto ciò che ci dicono i Vangeli. Si riconosce in quell'immagine?

Certamente no. Essendo rivolti ai pastori analfabeti della Palestina di duemila anni fa, i Vangeli forniscono un'immagine di me che all'uomo tecnologico contemporaneo non può non apparire anacronistica. Comunque, quell'immagine era inattendibile anche allora: Marco e Luca non mi conoscevano neppure, tutti gli evangelisti riportano parole dette e fatti accaduti decenni prima che si scrivessero, e il canone è un'invenzione del concilio di Roma del 382.

In parte, pero' la colpa è anche sua: perchè non ha lasciato niente di scritto?

COlui che mi ha condannato a morte sentenzierebbe: Verba volant, scripta manent.  Io preferirei dire che le chiese si edificano sulle pietre delle Scritture, ma le religioni  si librano sulle ali della colomba dello Spirito. Per questo usano continuamente l'espressione <<sta  scritto,ma io vi dico>>.

Intende dire che le chiese sono terrene, e le religioni spirituali?

Quello che ho detto, ho detto.

Ma io non ho capito, e insisto: la Chiesa non è religiosa?

Certamente non è cristiana, neppure nel senso limitato di aderire all'immagine che di me offrono i Vangeli. Il cristianesimo non è un'invenzione mia, ma di Paolo di Tarso: della mia vita, nella sua predicazione, non è rimasto altro che la mia passione.

E' per questo che il Cristianesimo è diventata una religione di morte?

Anche per questo. Non si poteva pensare che l'ossessiva raffigurazione di un uomo flagellato, incoronato di spine e inchiodato su una croce potesse ispirare sentimenti positivi e gioiosi. Devo ammettere che la serenità dell'iconografia buddhista, così come la vitalità di quella induista, si sono dimostrate superiori alla mia.

Che cosa pensa, più in generale dell'iconografia religiosa?

Cosa potrei pensare, se non che il Padre mio l'ha espressamente proibita nel Secondo Comando? COmunque, non c'era bisogno bisogno dell'onniscienza per capire che le immagini sono le porte dell'ingresso al regno dell'idolatri: bastava il buon senso, che i miei fedeli non hanno voluto. D'altronde, io ho solo chiesto che mi seguissero, non che mi raffigurassero o mi adorassero: ero l'Agnello di Dio, e mi hanno trasformato in un vitello d'oro.

Però lei ha detto ai discepoli di andare a predicare ovunque la Buona Novella.

Io desideravo che il mio insegnamento si diffondesse, affinchè chi avesse orecchie per internderlo lo intendesse. Ero in buona fede, se posso permettermi l'espressione: come potevo immaginare che le teste calde avrebbero cercato di imporre le mie parole urbi et orbi?

E l'hanno fatto col ferro e col fuoco, nei nomi suo e di Dio.

Il nome di Dio non doveva essere nominato invano. Quanto al mio, se avessi saputo che sarebbe stato invocato nelle crociate, nelle iquisizioni e nelle conquiste, non avrei mai abbandonato la mia bottega di falegname: la mia missione era socchiudere le porte del Paradiso, ma ho finito per spalancare quelle dell'Inferno. Purtroppo, a differenza del Padre mio, non sono onnisciente.

Intende dire che lei non è Dio?

Un angelo che dicesse di essere DIo, sarebbe diabolico. Un uomo soltanto ridicolo.

Ancora una volta devo insistere: è o non è il Figlio di Dio?

Lei lo dice. MA chi non lo è?

E i miracoli che faceva, erano opera di Dio o del Demonio?

GLi uomini chiamano miracoli gli eventi che non comprendono. Leo crede davvero che l'opera del PAdre mio sia tanto imperfetta, da necessitare di correzioni? O che Dio possa acconsentire a modificarla, per esaudire la preghiera di un uomo?

DUnque non bisogna pregare?

Pregare signidica recitare il nome del Padre e compiere la Sua volontà, non chiederGli favori e raccomandazioni.

E come si fa a sapere qual'è la volontà di Dio?

Bisogna ascoltare la Sua voce, tacitando la propria.


Vuol dire ascoltare la propria coscienza?

<<Coscienza>> è una parola antica, benchè più moderna di <<Dio>>. Forse, se voi usaste <<inconscio>>, capireste megliociò che intendevo quando dissi: <<Il regno di Dio è dentro di voi>>.

Non credo che il mio inconscio mi direbbe di rinunciare ai piaceri della carne.

Nè glielo suggerirebbero le parole del Cantico dei cantici. O l'esempio di chi, come me si faceva asciugare i piedi coi capelli di una prostituta. Sono i sepolcri imbiancati che indossano la veste nera, a chiamare <<morale>> la perversione predicata da Paolo.

Quanto al mio conscio, mi riesce difficile coniugare la teoria che lei predicava con  la pratica di chi oggi le si ispira.

Se si riferisce al mercimonio che si è compiuto e si continua a compiere nel mio nome, quando giungerà l'ora della mia seconda venuta tornerò al tempio per cacciare i mercanti che vi si sono reinsediati e rovesciare i banchi delle loro mercanzie.

In particolare, che ne pensa della recente inflazione della lista di dei beati e dei santi?

COme il Padre mio ha fermato la mano di Abramo, io fermerò quella del mio vicario che non sa quel che fa: perchè è più facile che una corda passi per una cruna di un ago, che uno dei suoi santi vada in Paradiso.

Dunque all'Inferno ci va veramente qualcuno?

In verità, in verità le dico: all'Inferno ci finiscono quasi tutti quelli che sperano di non andarci. Il detto <<le vie del Signore sono infinite>> l'ha inventato il Diavolo, per nascondere che invece quasi tutte le vie portano a lui: soprattutto quelle indicate da coloro che usurpano il mio nome.


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20/12/2007
commenti
club2002enatale1UFFICIALMENTE  IN FERIE!!!!
TANTI AUGURI
DI
BUONE FESTE
A TUTTI
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09/12/2007
commenti (1)