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CaRLoTTa ^SoLeLuNa

28/10/2006
commenti

Ormai non si puo' piu' giocare e non si puo' piu' rimaner 'fuori'....

quelli che si credevano i burattinai del mondo, si son passati talmente troppo i fili di mano in mano che ormai non è altro che un gran casino.

La gente si informa, cresce... non si è piu' (almeno non del tutto ) quella massa di pecoroni che seguiva Peppone, per fiducia... perchè c'era ancora il valore di voler far qualcosa di buono per il popolo schiacciato ...

Adesso c'è qualcuno che sta dicendo, dalla mandria..... -ehi, ma questo che sta dicendo, ma ci prende così platealmente per il.... in giro....???-

Per ora è cio' che resta

-?????-

ma tra riforme riformine e intrallazzi

prima o poi i PRIVILEGIATI

dovranno schidarsi dalle loro comode poltrone rosse di velluto e andare a zappare

insieme a 'quelli della tv' (perchè un lavoro ufficile non sembra che ce l'abbiano)

 

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24/10/2006
commenti
 
 

Causano piu' vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori. In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o provocati dalla cattiva organizzazione dei servizi sono da bollettino di guerra: tra 14 e 50 mila i decessi ogni anno, circa 90 al giorno, di cui il 50% certamente evitabile. Lo affermano gli esperti dell' Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), che hanno promosso su questo tema un convegno nazionale i cui lavori si sono aperti oggi all'Istituto dei Tumori di Milano (INT). Secondo l'AIOM, sono almeno 320 mila le persone danneggiate da questi errori, con costi pari all'1% del PIL, 10 miliardi di euro l'anno.

"Le fonti, pero', sono spesso discordi su questi numeri - fa notare Marco Venturini, consigliere nazionale dell' Associazione - come si nota per quel divario fra 14 e 50 mila decessi imputabili ad errore (la verita' probabilmente si avvicina ai 30-35 mila decessi) ma nella migliore delle ipotesi ('solo' 14 mila), i morti per errore medico o della struttura ospedaliera, sono almeno il doppio di quelli per incidente stradale, che sono 8000 l'anno, il che non e' poco".

"Il tema del rischio clinico - osserva il presidente dell' AIOM, Emilio Bajetta - si propone oggi come un argomento di grande attualita', con un forte impatto socio-sanitario.

Lo scopo che l'Aiom si ripromette e' migliorare la prestazione sanitaria e garantire la sicurezza del paziente oncologico". Anche perché nella particolare classifica delle specialita' in cui si commettono piu' errori, stilata dal Tribunale dei diritti del Malato, l'Oncologia, con un 13% si colloca al secondo posto, preceduta dall'Ortopedia con il 16,5% di errori, seguita dall'Ostetricia (10,8%) e dalla Chirurgia (10,6%). Gli errori piu' frequenti vengono fatti in sala operatoria (32%), poi nei reparti di degenza (28%), nei dipartimenti di urgenza (22%) e negli ambulatori (18%). Ma quali sono gli errori piu' frequenti? "Qui le cifre sono meno certe, ma fra gli errori che si verificano piu' spesso ci sono quelli dovuti alla confusione fra farmaci con nomi simili", afferma Bajetta che fa l'esempio, in oncologia, di farmaci come cisplatino, paraplatino e oxaliplatino. L'ordine di somministrazione di un farmaco puo' dunque essere equivocato, soprattutto se non vi e' il controllo anche al letto del paziente. "Anche l'ambiente in cui si lavora - continua Bajetta - influisce: perché un conto e' scrivere la cartella clinica in un ambiente tranquillo, seduti a una scrivania, altro e' farlo, coma talvolta capita, in corridoio, nella confusione generale".

Altri errori sono dovuti al sistema che, a causa delle lunghe liste d'attesa (per visite ed esami diagnostici) e' causa diretta delle diagnosi tardive, che arrivano quando ormai il danno e' irrecuperabile. E per il presidente AIOM, "gli errori dovuti a cosiddetta malpractice, cioé a una non corretta prestazione medica, sono minori di quanto non si pensi: spesso ad essi si da' un eccesso di visibilita' sui media, prima ancora di poterne valutare l'esatta natura. Poi alla fine, oltre il 90% dei medici accusati di malpractice viene assolto". Invece, secondo Venturini, si sta affacciando un nuovo tipo di errore, imputabile questo ai recenti cambiamenti del sistema, che tende a risparmiare nelle spese: "E' quello che gli anglosassoni chiamano 'quicker and sicker', cioé il dimettere precocemente il paziente (troppo velocemente, quicker), quando é ancora non stabilizzato (piu' sofferente, sicker)".

Altri errori - secondo un elenco del Tribunale dei diritti del malato - sono provocati dalla somministrazione di farmaci sbagliati per la grafia poco comprensibile di chi li ha prescritti (a volte basta anche lo spostamento di una virgola per rendere letale la quantita' di un farmaco), dallo scambio di paziente da operare, dall'amputazione dell'arto sbagliato, da smarrimento o confusione di esami, da anestesia maldosata, infine dalla scarsa attenzione al 'consenso informato'. Che cosa fa l'AIOM per arginare il torrente degli errori? "Per correggere gli errori bisogna conoscerli: abbiamo fatto un censimento 'strutturale' - risponde Venturini - per sapere dove sono le Oncologie in Italia. Poi abbiamo avviato un censimento 'funzionale', per sapere come funzionano. Per le linee guida della sicurezza stiamo facendo lo stesso: abbiamo in corso un progetto per verificare se e come sono applicate". "Nei nostri reparti all'INT - afferma Bajetta - e' fatto obbligo al medico o all'infermiere che ha fatto il turno di notte in reparto, di lasciare l'ospedale al mattino. Non c'é nulla di piu' facile che sbagliare quando si e' a corto di sonno". (ANSA)

 
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20/10/2006
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20/10/2006
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BUON GIORNO A TUTTI!!!

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19/10/2006
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Piemonte: caprioli di nuovo in pericolo
Purtroppo la gioia per la sentenza del TAR Piemonte che ha annullato la delibera che consentiva l'abbattimento dei caprioli, è durata lo spazio di una giornata. La giunta regionale del Piemonte ha provveduto in tutta fretta ad emanare una nuova delibera che, accogliendo solo in parte le raccomandazioni del TAR, di fatto la caccia ai caprioli è ricominciata, in alcuni casi anche con numeri maggiori rispetto alla delibera precedente. L'atteggiamento della Giunta piemontese rivela, una volta di più, una condotta filo-venatoria, tesa più ad accontentare gli appetiti dei cacciatori che a rispettare la volontà dei cittadini e delle associazioni animaliste, insorti con clamorose manifestazioni di piazza, già in occasione della prima delibera ammazza-caprioli. Ora la LAV sta valutando i contenuti della nuova delibera e l'opportunità di proporre un nuovo ricorso.
TESTO TRATTO INTERAMENTE DAL SITO DELLA LAV
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17/10/2006
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Salvi i caprioli del Piemonte

Finalmente salvi i caprioli del Piemonte condannati a morte perché in soprannumero e per presunti danni causati ad agricoltori e automobilisti: il TAR ha bocciato la Regione anche nel merito, dopo la sentenza di sospensiva. E' stata così definitivamente bloccata l'uccisione dei caprioli decisa dall'Assessore Taricco e dalla Presidnte Bresso nonostante il parere negativo dell'Istituto Nazionale Fauna Selvatica.

dalla newsletter della LAV

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