center>

Salve a tutti, sono un amico di carlotta ,
so che questa è casa sua e quindi sono ospite :-) oggi ci siamo sentiti poverina è ammalata! Ne approfitto quindi per salutarla e per rubare un pò del suo spazio eheheh. Quello che mi lega a carlotta è di sicuro una passione in comune per l'argomento scienza! Molti, specie in italia vedono la scienza come il demonio dato che la reputano troppo difficile e lontana dalla vita di tutti i giorni anche se è ormai omnipresente. Di cosa vi posso parlare? Che ne dite della "Teoria delle superstringhe" ? Sento già i commenti.. questo è pazzo , oppure ma che sta dicendo...
No non sono pazzo , almeno credo. La Teoria delle superstringhe è un tentativo di spiegare tutte le particelle e le forze fondamentali della natura in un'unica teoria, è nota con diversi nomi anche molto poetici: la teoria del tutto o dell'universo elegante , in inglese la trovate con i titoli "Theory of Everything" ,"The Elegant Universe". Siamo restii a volte ad accettare teorie che sembrano strane ma molte volte non è colpa delle teorie ma dei nostri sensi limitati. A volte paragono tutti noi come delle rane che vivono in uno stagno, il nostro mondo è lo stagno, come le rane ignoriamo cosa ci sia aldilà di esso. Spiegare la teoria delle superstringhe in due righe non è possibile ma credo di avervi dato gli elementi base per trovare più informazioni a riguardo.
Che altro aggiungere , se ho causato in voi un minimo di curiosità preseguite a leggere il seguente link , un piccolo viaggio nell'universo delle stringhe spiegato con un linguaggio vicino al nostro vivere comune di tutti i giorni:
Superstringhe dal sito scienze x tutti
Buona navigazione.Ciao Carlottaaaaaa, un salutone. www.orfeo.tk
Quando penso al mio paese, mi perdo nei ricordi e nella storia che ho studiato fin da quando ero piccola... Quando all'università o comnque 'lontano dalla mia Terra' mi chiedono "Di dove sei?", sinceramente non so da dove iniziare... le immagini, i ricordi, le informazioni storiche si affollano nella mia mente..e penso "incomincio dalla parte romana delle terme a raccontare? dai vulcani? dal solito mare?? dalla natura?"
La settimana scorsa ho parlato con un ragazzo siciliano che mi ha detto "ah si, ci sono stato una volta a Napoli,.. bella ma non ci andrei mai a vivere.." Beh si , anch'io, perchè ormai la 'realtà mi ha spinto verso delle esigenze e verso uno stile di vita, diverso da quello del paese, che tra l'altro non è mai tutto 'rose e fiori' così come lo si ricorda. Se si va via un motivo c'è.. o piu' di uno, o forse non c'è.. ma quando si ritorna...si ritorna sempre da 'lontano' e la mente è cambiata e i volti sono cambiati.. i bambini sono cresciuti e quasi non li riconosci piu'.. i compagni di scuola lontani, e il confronto dall'una e dall'altra parte spesso è imbarazzante, perchè non si sa cosa dire della propria quotidianità.
Quando incontravo qualche turista, quando ero piu' piccola... e mi chiedevano iniziavo sempre così "Baia, il cui nome deriva da un amico di Ulisse 'Baios".. e cio' sembrava dare autorevolezza storica al mio paese, che mi sembrava tanto piccolo, anche perchè sentivo i discorsi dei 'grandi' che ne parlavano male...
ma il mio paese è davvero ricco di una storia infinita e affascinante... non basterebbero ore per parlarne... e mesi per visitarlo e avere una vaga idea dell'atmosfera che si poteva respirare in questi luoghi.
Le sfaccettature sono tante...
Le terme... Il mare, che nasconde i segreti della città sommersa, le case costruite su i resti romani, le strade... che 'ogni tanto'(=ricordo un solo caso) crollano e da sotto risalgono i vapori termali... i vulcani, l'aria.. la sibilla... il castello....la storia
Aggiungo un po' di 'descrizioni' prese qua e la' in internet....
Baia
Il sito, che secondo la leggenda trasse nome da Baios, uno dei compagni di Ulisse, che vi fu sepolto e vi ricevette onori, fu universalmente celebre nell'antichità e fino a tutto il Medioevo per le numerose sorgenti termali che scaturivano sia dalle colline circostanti l'arco del golfo, compreso fra la Punta Epitaffio e l'odierna altura del Castello, sia dal litorale, e che a partire dal II secolo a.C. furono sfruttate a scopo terapeutico attraverso appositi sudoratorìi scavati nel tufo della collina. [...]
riferimento: Napoli e dintorni; Anna Maria Bisi Ingrassia - Newton Compton editori; Roma, 1981
I Campi Flegrei sono un campo vulcanico all’interno del quale, negli ultimi 39.000 anni, sono stati attivi numerosi centri eruttivi differenti. La storia geologica dei Campi Flegrei è stata dominata da due grandi eruzioni: l'eruzione dell’Ignimbrite Campana (avvenuta 39.000 anni fa) e l'eruzione del Tufo Giallo Napoletano (avvenuta 15.000 anni fa). Tali eruzioni sono connesse a due episodi di sprofondamento che, sovrapponendosi, hanno generato una caldera complessa che rappresenta la struttura più evidente del Distretto Vulcanico Flegreo. Quest'ultimo comprende i Campi Flegrei, la città di Napoli, le isole vulcaniche di Procida ed Ischia, e la parte nord-occidentale del Golfo di Napoli. (tratto da: http://www.ov.ingv.it/italiano/flegrei/storia/storia.htm)
Baia
La località di Baia si trova in una splendida insenatura del Golfo di Pozzuoli e, approdo della vicina Cuma, era uno dei luoghi di vacanza più apprezzati in epoca romana per il clima, le sorgenti termali e la bellezza della costa. L'antica città romana, sommersa dal bradisismo, è oggi tutelata nell'ambito di un parco archeologico marino, ed è osservabile a pochi metri dalla costa con apposite imbarcazioni col fondo di vetro, oppure visitabile con attrezzature da sub.
Il parco archeologico di Baia è invece un complesso costituito da numerosi edifici di vario tipo, tra cui sale termali, edifici nobiliari, ville e ben quattro templi. Baia ospita anche il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, di istituzione abbastanza recente (1993), che raccoglie numerosi reperti tra cui il ricostruito Sacello degli Augustali di Miseno, calchi di sculture greche ritrovate a Baia, statue e oggetti del Ninfeo marittimo di Punta Epitaffio e le opere provenienti dagli scavi del Rione Terra di Pozzuoli.
Il Castello Aragonese di Baia, che ospita il suddetto museo, fu edificato in una posizione strategica per il golfo di Pozzuoli; successivamente alla fine della dominazione aragonese, il castello fu ampliato dal vicerè spagnolo don Pedro de Toledo nel '500 e in tempi recenti destinato a vari usi, da ultimo divenendo sede del Museo Archeologico. (tratto da http://www.danpiz.net/napoli/dintorni/CampiFlegrei.htm#Baia)

CASTELLO ARAGONESE - Eretto sui resti di una poderosa villa romana, in posizione predominante, questo castello si affaccia sul golfo di Pozzuoli. Fu iniziato dagli Aragonesi
La fortezza baiana si sviluppa su una superficie di 45.000 mq. e raggiunge l'altezza di mt. 94 circa sul livello del mare. Appare oggi come l'insieme di sovrapposizioni architettoniche realizzate nel corso dei secoli
Il Castello di Baia però non fu solo una struttura militare, ma rappresentò anche luogo di incontri politici e mondani. Tra le sue mura furono ospitate moltissime personalità. Nel 1506 giungeva in visita re Ferdinando III detto "il Cattolico"
l castello diventa anche centro di studi e ricerche. E' per volontà del viceré don Pietro d'Aragona, coadiuvato dal segretario del regno Giulio Cesare Bonito e dai medici Vincenzo Crisconio e Sebastiano Bartoli che inizia una vasta opera di valorizzazione del termalismo flegreo e di quello baiano in particolare, riprendendo quella tradizione già nota in epoca romana. Il Castello però fu anche luogo di pena e di esecuzione delle più barbare sentenze di condanna. Si narra infatti che alcuni reclusi, incatenati nelle anguste celle, in pratica veri e propri sepolcri, venivano abbandonati alla loro sorte, tanto che la morte veniva invocata come un vero e proprio sollievo. (Fonte:Gianni PICONE "Il Castello di Baia" da www.ulixes.it)


4
