Sbattezziamoci insieme: più di ottocento persone lo hanno fatto questo weekend
Una raccomandata, una visita all’ufficio postale. E lo sbattezzo è fatto. Moltiplicatelo per ottocentoventi ed ecco a voi la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. Gli ottocentoventi, tutti insieme, hanno infatti inviato la richiesta di cancellazione degli effetti civili del battesimo ai parroci della parrocchia in cui furono battezzati da bambini, per affermare il proprio diritto di non essere più considerati dallo Stato come sudditi della Chiesa cattolica, secondo quanto stabilito nel 1999 dal Garante per la privacy.
«Siamo molto soddisfatti del risultato della nostra giornata nazionale – afferma Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar – anche perché il numero di sbattezzati aumenta di anno in anno e molti lo fanno in completa autonomia, semplicemente scaricando il modulo dal nostro sito». Per questo non è possibile sapere con precisione il numero dei fuoriusciti dalla Chiesa cattolica, tranne nella giornata nazionale dello sbattezzo. «L’anno scorso furono 1032, distribuiti in tutto il paese. Ma quest’anno ci ha sorpreso soprattutto il dato di Milano, con 150 sbattezzi». Proprio l’arcidiocesi di Milano, la scorsa primavera, si era lamentata dell’aumento di sbattezzi: «adesso vediamo che cosa ci dirà…».
Intanto l’attenzione allo sbattezzo sta crescendo in tutto il mondo: solo negli ultimi giorni, in Francia l’iniziativa è stata oggetto di numerosi servizi sui giornali e alla tivù e i dirigenti Uaar hanno preso parte, pochi giorni fa, a un dibattito su una radio belga.
fonte: www.uaar.it






